sansa

Recentemente al problema dello smaltimento delle acque di vegetazione, altamente inquinanti e in non trascurabile quantità, si aggiunge quello delle sanse: con la crisi dell'olio di sansa e dei sansifici, già oggi le sanse vengono ritirate sensa nessun corrispettivo e presto diverranno un prodotto da smaltire.

Le sanse sono la parte solida dello scarto composta dai noccioli, dalle bucce e dai residui di polpa delle olive. Le caratteristiche della sansa vergine non risentono del tipo di lavorazione, eccezion fatta per l'umidità (come risulta dai dati seguenti) in quanto quelle uscenti dai decanter a due uscite sono sanse molto umide (con mancanza di A.V.), quelle da decanter a tre uscite sono meno umide (con produzione di alte quantità di A.V.); contengono elevate quantità di polifenoli, sostanze grasse, hanno reazione acida, una massa abbastanza solida che provoca grumi.

la sansa 

SMALTIMENTO :

1) COME REFLUI - si può effettuare lo smaltimento delle sanse tali quali o compostate per uso agricolo; le sanse si possono smaltire su terreno purchè entro 30 giorni dalla produzione: sono ricche di zuccheri che fermentano e danno muffa; hanno una certa capacità concimante ma contengono piccoli pezzi solidi difficilmente degradabili.

2) COME SOTTOPRODOTTI - I sansifici recuperano quel 3% di olio nella sansa (da 100 Kg di olive si ottiene circa 50 Kg di sansa); le sanse vergini, provenienti dagli impianti continui, specie quelli a due uscite, sono caratterizzate da un livello di umidità di gran lunga superiore con notevole incremento dei costi di essiccazione nel sansificio, quindi con possibilità di rifiuto di accoglimento.

Parlando della media Italiana il 75% delle sanse prodotte viene inviato ai sansifici, il 20% viene sparso sul terreno agrario, e il resto (5%) è destinato al compostaggio. campione di sansa.


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