la potatura del olivo
POTATURA > regole generali
E' difficile dare dei consigli sulla potatura ma solamente criteri di massima, perchè ogni zona olivicola ha sviluppato un proprio sistema di potatura tenendo conto delle varietà coltivate, delle caratteristiche del luogo (venti, umidità, fertilità del terreno ecc.) e delle tecniche di coltivazione. Tenuto conto di queste considerazioni, potremo avere due risposte diverse dalle piante:
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la pianta, pur essendo molto produttiva e sottoposta a tagli di ritorno, continua ad avere una vegetazione vigorosa. In questo caso tutti i tagli di ritorno devono essere fatti lasciando i rami che hanno inserzione cilindrica;
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l'abbondante produzione tende a ridurre lo sviluppo vegetativo della pianta. In questi casi, il taglio di ritorno verrà eseguito lasciando i rami con inserzione conica che, tendenzialmente, portano a un maggior sviluppo vegetativo.
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Esempio di potatura di ritorno |
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Apice vegetativo sottoposto a potatura di ritorno |
È possibile diventare buoni potatori osservando le persone più esperte che operano nella zona (senza sopravvalutare i loro consigli empirci), acquisendo le nozioni di base che regolano la crescita e la produzione della pianta e maturando una propria buona esperienza pratica. L'obiettivo della potatura deve essere quello di mantenere la piena efficienza della chioma; regolare l'accrescimento e la distribuzione dei rami a frutto in rapporto alla tecnica di raccolta adottata; favorire un elevato rapporto tra superficie fogliare e legno; permettere una buona circolazione dell'aria e una buona esposizione alla luce della chioma; ridurre gli eccessi di produzione per controllare il fenomeno dell'alternanza produttiva. Nei primi anni di allevamento (fase di accrescimento della pianta e di produzione crescente) la potatura sarà contenuta; nella fase adulta (produzione a regime) sarà di media intensità durante la fase di invecchiamento, quando è più forte il fenomeno dell'alternanza, la potatura sarà più energica. In passato si pensava, sbagliando, che la potatura energica servisse a stimolare l'accrescimento delle piantine e la fruttificazione precoce e per regolare la produzione delle piante adulte. Oggi è stato acquisito il fatto che eccessi di potatura, sono pratiche decisamente negative durante la fase di crescita e, successivamente, possono provocare situazioni di squilibrio vegeto-produttivo che vanno corrette con concimazioni e irrigazioni, influendo sulle tecniche di difesa. Si sconsiglia decisamente di effettuare la potatura subito dopo la raccolta. Relativamente alle diverse forme di allevamento, ci sono tre forme di potatura:
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potatura secca, detta a legno o d'inverno perché si pratica nel periodo di riposo (gennaio-marzo);
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potatura verde, chiamata pure d'estate, di rimonda, di completamento;
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potatura straordinaria.
POTATURA > secca
Nella potatura di allevamento, che si effettua in vivaio, s'imprime alla piantina la forma futura, impalcando all'altezza desiderata e lasciando il numero di branche che si vogliono ottenere. La potatura di formazione si esegue in piantonaio e serve per imprimere meglio la forma alla pianta, sopprimendo tutti i getti che potrebbero disturbarne la corretta formazione. L'olivo fruttifica sul ramo dell'annata precedente e i suoi rami a frutto sono il brindillo e il ramo misto. Sul legno di due e più anni la vegetazione si perde perché non si hanno gemme vitali normali; però con grande facilità emette nuove cacciate dalle numerose gemme latenti distribuite su tutta la superficie non appena c'è uno squilibrio. Nel ramo misto si sviluppano a legno le gemme terminali e le prime coppie sottostanti; il ramo continuando a crescere comincia a pesare e quindi ha la tendenza a cadere giù, formando i cosidetti grondacci che sono i più grossi portatori di frutti. Al punto di massima curvatura di questi grondacci si formeranno dei nuovi rametti: alcun'ì verranno soppressi, altri serviranno per sostituire il grondaccio quando è esaurito o quando si è fatto troppo lungo. Nella potatura di produzione si dovrà tenere gran conto di questo fatto che permette il graduale e periodico ringiovanimento e riavvicinamento della fronda 'fruttifera della branca madre.
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Struttura schematizzata di una palmetta di primo palco. |
È possibile diventare buoni potatori osservando le persone più esperte che operano nella zona (senza sopravvalutare i loro consigli empirci), acquisendo le nozioni di base che regolano la crescita e la produzione della pianta e maturando una propria buona esperienza pratica. L'obiettivo della potatura deve essere quello di mantenere la piena efficienza della chioma; regolare l'accrescimento e la distribuzione dei rami a frutto in rapporto alla tecnica di raccolta adottata; favorire un elevato rapporto tra superficie fogliare e legno; permettere una buona circolazione dell'aria e una buona esposizione alla luce della chioma; ridurre gli eccessi di produzione per controllare il fenomeno dell'alternanza produttiva. Nei primi anni di allevamento (fase di accrescimento della pianta e di produzione crescente) la potatura sarà contenuta; nella fase adulta (produzione a regime) sarà di media intensità durante la fase di invecchiamento, quando è più forte il fenomeno dell'alternanza, la potatura sarà più energica. In passato si pensava, sbagliando, che la potatura energica servisse a stimolare l'accrescimento delle piantine e la fruttificazione precoce e per regolare la produzione delle piante adulte. Oggi è stato acquisito il fatto che eccessi di potatura, sono pratiche decisamente negative durante la fase di crescita e, successivamente, possono provocare situazioni di squilibrio vegeto-produttivo che vanno corrette con concimazioni e irrigazioni, influendo sulle tecniche di difesa. Si sconsiglia decisamente di effettuare la potatura subito dopo la raccolta. Relativamente alle diverse forme di allevamento, ci sono tre forme di potatura:
- potatura secca, detta a legno o d'inverno perché si pratica nel periodo di riposo (gennaio-marzo);
- potatura verde, chiamata pure d'estate, di rimonda, di completamento;
- potatura straordinaria.
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Dal ramo misto di un anno si svilupperà, al secondo anno, di preferenza e maggiormente la gemma a legno terminale, poi talune fra le prime coppie di gemme sottostanti. I succhioni crescono diritti e solitari tanto sul fusto quanto sui rami (germogliano da gemme avventizie). Essi vanno soppressi sia nella potatura verde che in quella secca anche se, però, possono essere utili per sostituire rami o branche da sopprimere. La potatura dell'olivo si deve eseguire annualmente mediante l'uso di forbici e/o coltelli da innesto sui rami da poco sviluppati; si adopera, invece, l'accetta e il segaccio solo quando si vuoi modificare o correggere la forma della chioma, sostituendo rami vecchi e grossi con quelli nuovi, Il taglio dei rami si esegue netto, liscio e obliquo, in questo modo l'acqua piovana scivola via facilmente e si evita la possibilità che le ferite si infettino. Se la superficie risulta scabrosa (per un taglio fatto col segaccio), essa deve essere levigata e pennellata con poltiglia bordolese. Le giornate favorevoli per la potatura sono i giorni asciutti e soleggiati. Nell'esecuzione di tutte queste operazioni dovremmo, infine, tenere ben presente le speciali caratteristiche della varietà e della zona (potatura più corta, più lunga, più ricca, più povera), per questo occorre conoscenza e pratica da parte del potatore e soprattutto un buon spirito di osservazione. La potatura secca assorbe circa il 30% del tempo di lavoro utilizzato per la coltivazione dell'olivo (poco meno di un'ora per pianta).
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Potatura di riforma di una vecchia pianta. La lettera A indica i punti sui quali effettuare il taglio: slupatura del tronco e del ceppo. |
POTATURA > verd
La rimonda estiva o potatura verde viene fatta per eliminare la parte erbacea che è cresciuta da aprile a luglio (succhioni, polloni) sia sulla parte aerea che sulla parte pedale. Va fatta con coltello o forbici; è consigliabile che il tutto venga eseguito da un solo operatore altrimenti si può incorrere in tagli inopportuni di polloni o succhioni che sono stati lasciati per sostituire delle branche. Cambiando ogni anno operatore ognuno darà una propria impronta alle piante con notevole danno per esse. Le operazioni di potatura verde assorbono circa l'8-10% del tempo di lavoro per la coltivazione dell'oliveto.
POTATURA > straordinaria
Si esegue rarissime volte e modifica profondamente la pianta. Il ringiovanimento si fa dopo parecchi anni che la branca ha dato il prodotto; anche la branca non può sottrarsi alla legge dell'invecchiamento e allora, tramite un pollone, viene sostituita. Per far ciò si esegue un taglio netto e obliquo con l'accetta o con il segaccio, la superficie va quindi levigata e spennellata con poltiglia bordolese. I polloni, di regola, andranno scelti nella parte esterna, a meno che non si voglia re-stringere il vaso. Qualora non ci sia un pollone per la sostituzione si lascia che la pianta reagisca liberamente e solo alla fine dell'estate si lasciano i due getti migliori, dei quali se ne sceglierà uno solo. La riforma si fa quando bisogna cambiare totalmente la conformazione delle piante per la riconversione dell'oliveto, per gelate, incendi ecc. In questo caso bisogna intervenire con tagli grossi che conviene fare in due riprese, la prima con un taglio abbastanza forte, la seconda con la sistemazione dei polloni spuntati e del resto della ramaglia. La slupatura, invece, consiste nel togliere il legno morto e mangiato dalla luppa o carie dell'olivo (il lavoro deve essere fatto con la sgorbia) lasciando solo il legno verde e vecchio ma sano, che può assolvere alle funzioni meccaniche di sostegno.È un lavoro lento e faticoso ma che ridà alla pianta vigore e forza.
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Come si eseguono i tagli nei vari anni |
POTATURA > arnesi per la potatura e l'innesto
Gli strumenti da taglio adoperati debbono essere di acciaio temperato e ben affilato, così da permettere un taglio netto senza sbavature.
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Accetta: per tagliare rami anche di una certa consistenza (in alcune zone italiane i potatori usano solo quest'arnese, perché si ottengono tagli precisi e netti senza sbavature).
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Attrezzo di uso non facile. Coltello: per eseguire gli innesti e per effettuare la potatura verde; le forme possono essere varie.
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Forbici: si adoperano per il taglio di teneri rami, devono essere leggere e calibrate alla mano dell'operatore;
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Innestatoio: per eseguire innesti a spacco.
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Roncola o pennato: arnese poco utilizzato perché non permette un lavoro preciso.
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Segaccio: a molla semplice o a molla rigida, permette un lavoro più spedito anche se dopo occorre intervenire con l'accetta per levigare la superficie di taglio; serve per tagliare tronchi e rami grossi.
