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L'OLIO DEI FARAONI

Da reperti archeologici si apprende che in Egitto si commerciava l'olio prima della XIX dinastia. I rami dell'olivo, che probabilmente era originario del Caucaso, adornavano le tombe dei faraoni, e questo simbolo di vita e fecondità li accompagnava anche nell'aldilà. Ma ancor prima, nel 2500 a.c., il codice babilonese di Hammurabi regolava la produzione e il commercio dell'olio di oliva. Fenici e Cartaginesi fecero commercio di olio e di olivi per tutto il bacino del mediterraneo. In Grecia questo alimento, che è condimento, medicina e cosmetico, si riteneva fosse di origine divina. Secondo un mito diffusissimo nell'Ellade l'ulivo era un dono di Atena, la romana Minerva che contendeva al dio del mare, Poseidone, la supremazia dell'Attica. I due, davanti ad un tribunale degli dei presieduto da Zeus, si sfidarono offrendo un dono ciascuno ad Atene. Poseidone con un colpo di tridente fece comparire una pozza di acqua marina, che simboleggiava il dominio di Atene sul mare. Atena, invece, percosse la terra con una lancia e fece apparire un olivo. Zeus e gli altri non ebbero dubbi: e fu Atena la dea eponima e protettrice di Atene.


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