il mondo romano

La situazione:

l'epoca antica di maggiore espansione dell'olivo è quella legata allo sviluppo del dominio di Roma: la produzione, il commercio e il consumo dell'olio d'oliva ha un significativo incremento, contemporaneo a quello dell'organizzazione della proprietà terriera e dell'apparato politico e amministrativo dello stato.Dopo la fine della terza guerra punica l'intero Mediterraneo fu coinvolto in un processo di diffusione dell'olivo; l'importanza della produzione italica, dove la coltivazione dell'olivo era stata trasmessa dai Greci alle popolazioni locali e agli Etruschi, fu soppiantata in età imperiale da quello delle provincie.

Il commercio dell'olio era, con quello dei cereali, il più importante, e veniva effettuato via mare e via terra. Documenti ne sono l' immenso cumulo delle anfore betiche a Roma accumulatesi tra il I e il III secolo d.C. nelle vicinanze delle installazioni portuali sul Tevere ( il cumulo del Monte Testaccio).

Sotto il regno di Costantino (IV secolo d.C.) esistevano in Roma 250 forni per il pane e ben 2300 distributori di olio, per cucinare, per la cosmesi, per i massaggi e la cura del corpo alle terme, per la palestra, per accendere le lucerne, ecc.

Lungo il corso del Guadalquivir, nella Betica, il territorio era coperto da immensi oliveti il cui olio riforniva la capitale e l'esercito stanziato lungo i confini settentrionali dell'Impero, dove l'olivo non poteva crescere.

In Africa settentrionale gli oliveti occupavano superfici estremamente estese, sovente proprietà dello stesso Imperatore, con centinaia di migliaia di alberi ed innumerevoli frantoi nei quali lavoravano un numero incalcolabile di schiavi.

Coltura , diffusione e tecniche riguardanti l'olivo:

In epoca imperiale l'olio ormai abbondava, aveva un prezzo accettabile, i popoli conquistati pagavano tributi sotto forma di olio, spesso veniva distribuito gratuitamente come il pane ai meno abbienti. I "negotiatores oleari" erano i soli commercianti abilitati a trattare "l'oro verde", ed erano riuniti in collegi di importatori.Le contrattazioni delle varie partite avvenivano nella "arca olearia", che era una vera e propria borsa specializzata.

In età romana furono introdotti alcuni importanti perfezionamenti nella tecnologia olearia e numerose opere latine di agronomia scritte a partire dal II° secolo a.C. da autori come Catone, Columella, Plinio, i Saserna ed altri, indicavano ai proprietari terrieri le migliori forme di coltivazione da adottare nei loro possessi e tutti gli opportuni accorgimenti nelle pratiche di potatura, concimazione, raccolta e lavorazione delle olive: dalle varietà più adatte alla potatura, all'epoca e ai sistemi di raccolta fino alle tecniche di frangitura (molti di questi insegnamenti sono ancora attuali).

Le indicazioni descrivevano i vari sistemi di lavorazione: il sistema per ottenere l'olio più pregiato, quello "ex albis ulivis", seguiva poi l'olio dal colore più intenso, derivante dalle olive raccolte all'epoca dell'invaiatura, poi l'olio dalle olive ben mature raccolte in inverno, quindi decisamente poco pregiati ma economici erano gli oli delle olive cadute a terra o colpite da parassiti: in genere erano destinate all'alimentazione degli schiavi.

Uso e consumo dell'olio d'oliva: Uso e consumo dell'olio d'oliva: In cucina come condimento; per cosmesi in balsami e oli profumati, in unguenti per ferite prurito punture ustioni, per massaggi; come olio per lanterne; come moneta di scambio.

Il bucato:

Di saponificazione, con olio d'oliva, si parla sin dall'antichità, e Plinio ne fa cenno nei suoi scritti.

LA LEGIONE (note di S.Giannini)

L'olio nell'organizzazione romana ha un valore strategico: la legione romana (circa 30000 uomini) andava "a olio", i legionari mangiavano farro macinato, il "boletum" o salsa di pesce sott'olio, formaggi sott'olio e ulive, poca cacciagione; e tutti i giorni si lavavano (con l'olio)! Una legione ha un enorme consumo di olio, quasi mezzo chilo a testa di olio al giorno; per primi i romani estendono ai limiti nord la coltivazione dell'olivo (Liguria, sud Francia, Istria, Lago di Garda,...). Il mondo romano è uno straordinario produttore di olio.

La fine del mondo romano, l'arrivo di altre popolazioni, fa diminuire il consumo di olio, e l'abitudine a lavorare, commerciare e diffonderne la coltivazione.


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