frantoio antico

Il funzionamento di un antico frantoio.

 

 

 

 

Molazze 

Torchio manuale

Giare anticche per stoccaggio olio

Fornace 


Con l’ausilio di animali (muli o mucche) venivano fatte ruotare le molazze in pietra per la preparazione della pasta olive. Dopo si raccoglieva la pasta dell'olive che veniva poi inserita in una sorta di borse, dette “bruscole” (erano delle specie di sacche fatte di corda di cocco), e collocate una sull'altra sotto la pressa dello strettoio, tramite pressione data da una vite che girava sopra ad un ceppo di legno o un argano questa venive azionata con fatica dall’uomo.

Dopo una prima pressione, non sufficiente, si invertiva l'ordine delle "bruscole" che venivano innaffiate con acqua calda preparata a monte nella fornace, dopo di che si esercitava di nuovo pressione facendo uscire ancora del liquido. Il liquido uscito veniva raccolto e lasciato depositare in vasche di muratura e aggiungendo ancora dell'acqua calda, si lasciava a riposo per qualche periodo, in modo che l'olio avendo un  diverso peso specifico (olio pesa di meno dell'acqua) riaffiorasse in superficie.
In fine la mano abile del frantoiano, che con l'aiuto della "tazza" o "nappa", toglieva l'olio in modo da non prendere anche l'acqua, la tazza era in sostanza un mestolo sottile in lamiera con il manico, l'olio ottenuto veniva  messo in un recipiente di coccio (giara).

Solo intorno agli anni venti, con le nuove tecnologie e l’utilizzo di energia elettrica, il frantoio ebbe un notevole mutamento, furono introdotti i motori elettrici, presse idrauliche, e separatori a centrifugo che separava in automatico e continuo l'olio dall'acqua della vegatazione.

 

Antico Frantoio di Costacciaro

   

La sua origine si perde nel tempo. Forse l'Antico Frantoio di Costacciaro è nato nel XIII Secolo con l'edificio che lo accoglie. Ha smesso di funzionare circa 50 anni fa, ma tutt'ora contiene, ben conservata, l'intera attrezzatura per la produzione di olio: dalla macina per preparare la pasta di olive, che doveva essere mossa da un asino di piccole dimensioni, ai "fiescoli" per contenere nelle macchine la poltiglia di olive, al torchio della prima spremitura, alla spettacolare, eccezionale nel suo genere (se ne conosce un'altra simile solo nel museo del vino di Torgiano), pressa a leva che ha come elemento centrale un'imponente trave di quercia lunga 18 m.

Nell'insieme una straordinaria e completa raccolta di attrezzature olearie della civiltà contadina appenninica, tutt'ora funzionante.

 

 

ANTICHI FRANTOI DA VISITARE


 

ANTICO FRANTOIO 

Via Populonia

58024 Massa Marittima (GR)

 

Orario:
Aprile / Ottobre
Mattino: 10.30 – 13.00


Novembre / Marzo
Apertura su prenotazione


Giorno di chiusura:
Lunedì

Informazioni:

Tel +39 0566 902289

Fax +39 0566 901808 

La costruzione dell’antico frantoio risale alla fine del Settecento e costituisce la memoria vivente di un aspetto importante della civiltà contadina, di cui oggi si stanno perdendo le tracce. Esso si è conservato in perfetta efficienza nonostante il lavoro di intere generazioni e a metà del Novecento ha terminato la propria attività. Dal 1990 il frantoio è stato adibito a museo grazie alla disponibilità dei proprietari.

All’interno è ben conservato il macchinario per la lavorazione e la produzione dell’olio, realizzato in legno di quercia e rinforzato da elementi di ferro. Inoltre è possibile vedere tutti gli oggetti e gli strumenti necessari per il lavoro, compresa la mangiatoia e la rastrelliera per il mulo. Il frantoio infatti era un ambiente polivalente: era contemporaneamente frantoio, spaccio dell’olio prodotto e stalla per i muli.

   
 


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