compostaggio delle sanse di olive
La sansa è diventata un prodotto da smaltire, a causa delle difficoltà commerciali dell'olio di sansa e della scarsa richiesta di sanse umide da parte dei sansifici. Molti sono i tipi di impianti presi in esame per il compostaggio della sansa: quello del tipo a "trincea dinamica" è uno dei più avanzati.
L'areazione forzata di questo impianto, che avviene dal fondo, e il rivoltamento del substrato, che avviene in corsie delimitate da pareti laterali, consentono di fornire una quantità elevata di ossigeno nella biomassa; questo sistema permette di lavorare rifiuti organici con umidità >80% senza rischiare che la massa si compatti e renda l'ambiente atossico.
Non tutte le sanse hanno però la stessa composizione chimica, i trattamenti devono essere quindi specifici per la reattività diversa dal punto di vista chimico fra sansa e sansa. Quando si mette la miscela di sanse nella trincea, con addizione di cippato legnoso già nelle prime quarantotto ore si raggiunge un graduale aumento di temperatura, mentre si ottiene una colonizzazione microbica diffusa fino ai 70°C. Le popolazioni microbiche hanno bisogno di ossigeno, ed è per questo che l'insufflamento di ossigeno e il rivoltamento della massa devono essere accuratamente controllati. Dopo qualche settimana si noterà, dopo opportune analisi, che la temperatura è scesa a quella ambientale, quindi non ci sono più sostanze metabolizzabili dalla popolazione microbica: si pone allora la sansa su un cumulo statico anch'esso provvisto di opportuna aerazione in modo da dare alla sansa un adeguato periodo di post-maturazione (2-3 settimane) prima dell'utilizzo agricolo.
