l´ambiente di coltivazione

L'AMBIENTE DI COLTIVAZIONE

- TERRENO: Si escludono i terreni di scarsa profondità, franco di coltivazione inferiore a 50-70cm, eccessivamente argillosi, percentuale di argilla superiore al 40%, eccessivamente acidi, pH inferiore a 6. La preparazione del terreno va effettuata nell'estate precedente la messa a dimora delle nuove piantine. Il terreno deve essere completamente sgombrato da pietre affioranti, cespugli ed alberature preesistenti; inoltre il terreno intorno alla pianta deve essere sgombro da erbe infestanti, quali cespugli e malerbe, questo per favorire l'assorbimento dell'acqua, la circolazione dell'aria, lo sviluppo dell'apparato radicale, l'assorbimento del concime. Si lavora quindi il terreno, a seconda delle esigenze, con aratura e fresatura (gennaio/febbraio e aprile/giugno), o con l'impiego di diserbanti chimici quando possibile (gennaio - aprile - agosto).Si può anche procedere ad un livellamento della superficie. Nell'estate precedente a un nuovo impianto, si dovrà effettuare una lavorazione profonda, generalmente a 70-90cm per favorire una buona base agronomica al terreno (con aratri da scasso o con scarificatore, chiamato anche ripper, e successivamente aratura). Nel caso di terreni con elevati contenuti di limo e argilla e con elevati ristagni idrici, è buona norma realizzare un sistema di drenaggio del terreno, che viene generalmente realizzato dopo le lavorazioni profonde. Al fine di un proficuo rendimento è necessario provvedere ad un'ottimale concimazione (appaiono inoltre scontati i vantaggi di una concimazione organica).

- TEMPERATURA: La temperatura riveste particolare importanza in quanto è il primo parametro che regola la distribuzione geografica dell'olivo. Così oggi i limiti termici per lo sviluppo dell'olivo sono definiti tra il 46° grado di latitudine Nord ed il 35° grado di latitudine Sud, comprendendo quindi sia territori delle regioni del Nord Italia, sia territori in Sud Africa ed Australia. La temperatura esercita una influenza decisiva sulla regolazione di numerosi processi fisiologici quali: la traspirazione, la respirazione, la fotosintesi, l'attività enzimica, la formazione e la degradazione dei diversi composti presenti nel frutto (acidi grassi, polifenoli, clorofilla, ecc.), la divisione e la distensione cellulare. La temperatura agisce perciò sulla crescita vegetativa, sulla differenziazione morfologica dei vari organi della pianta (gemme, fiori), sull'allegagione e maturazione dei frutti, quindi, in sostanza, sulla capacità produttiva della pianta. L'olivo è particolarmente sensibile alle basse temperature: periodi prolungati al di sotto dei -10°C possono provocare danni irreparabili.

- LUCE: La luce, intesa come flusso totale di energia intercettato dalla chioma, può influire in diversi modi sulla produzione dell'ulivo. È noto che l'azione della luce, necessaria per l'approvvigionamento energetico della pianta, si esplica attraverso intensità fotosintetica. In tal modo controlla la biosintesi dei carboidrati, la formazione delle clorofille e degli antociani, l'apertura stomatica, la traspirazione ed, indirettamente, anche la disponibilità degli elementi nutritivi. Contemporaneamente esplica importanti effetti morfogenetici sullo sviluppo dei vari organi regolando così la crescita vegetativa della pianta e la sua produttività. Le zone della chioma meno illuminate presentano la riduzione delle dimensioni delle foglie, dell'allungamento del ramo, della percentuale di gemme indotte a fiore, della frequenza di fiori con ovario completamente sviluppato, della percentuale di fiori allegati e della pezzatura dei frutti.

- VENTO: Anche il vento, per gli effetti che può esercitare direttamente o indirettamente sul metabolismo della pianta, è un "fattore ambientale" importante per la crescita vegetativa e per la produttività dell'olivo. Brezze moderate favoriscono l'impollinazione anemofila con ripercussioni favorevoli anche sul fenomeno dell'alternanza di produzione. Naturalmente in zone caratterizzate da frequenti condizioni di ventosità si scegli di realizzare una sorta di prevenzione contro il vento. È noto che un'eccessiva ventosità estiva ed autunnale crea disseccamenti dello stimma, eccessi di traspirazione e raggrinzimento delle drupe.


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